Un pomeriggio qualunque a Foz

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Al pomeriggio, dopo la visita alle cascate dell’Iguazú, ci sono le escursioni facoltative, che io non ho comprato. Chiedo alla guida turistica di lasciarmi a Foz do Iguaçu, la prima città oltre il confine brasiliano. Con me scendono Matias, un argentino di Santa Fé di 38 anni, e Mark, un londinese di 24 anni. C’è il sole, il cielo è azzurro e nessuno di noi ha voglia di tornare in albergo, un casermone anonimo in mezzo al nulla.

Camminiamo insieme per le strade senza una meta. La città non è niente di speciale, e proprio per questo mi pare interessante. È un sabato pomeriggio qualunque, ci sono i negozi aperti, qualcuno per strada ci saluta. Tutti si accorgono che siamo stranieri.

Mentre passeggiamo contiamo dieci chiese evangeliche. In Brasile come in Argentina i supermercati abbandonati, i cinema in disuso e i negozi sfitti diventano le sedi di chiese evangeliche dai nomi più fantasiosi: Igreja Mundial, lo Show de la Fé.
Fa caldo. Ci sediamo in un bar per bere una birra servita nel tipico portabottiglie di plastica. Matias, l’argentino, mi racconta che è di origini piemontesi. Mark è un londinese di origini egiziane. I suoi genitori hanno lasciato l’Egitto molti anni fa, preoccupati per l’ascesa dell’integralismo islamico. Lui ama il Sudamerica, sta imparando il castellano. Si fermerà in Argentina fino a dicembre. Scambia ore di conversazione in inglese con vitto e alloggio in una famiglia di Rafaela.

Matias lavora a Santa Fé in un ufficio pubblico che si occupa di controllare il livello delle acque del Rio Paraná e di pianificare gli interventi in caso di inondazione. Ma la sua missione in questo viaggio consiste nello spiegare a noi, stranieri, le parolacce in castellano. Gatta, boludo, pelotudo. Ridiamo. Ci capiamo perfettamente, anche se arriviamo da culture e lingue diverse.

Al ritorno fatichiamo a trovare la fermata del bus che ci riporta all’albergo. Chiediamo ai passanti, sbagliamo strada un paio di volte, ma alla fine ci arriviamo. Matias dice: «Preguntando se llega a Roma» (chiedendo si arriva a Roma).

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