Viaggiare con lentezza

CartinaViaggio2È un mese e venti giorni che sono in viaggio e ho percorso soltanto una piccola parte dell’itinerario di massima che avevo immaginato prima di partire. Lungo la strada ho fatto sette presentazioni del mio romanzo e ho viaggiato lentamente, fermandomi per conoscere le persone che mi avevano invitato e i luoghi in cui vivono. Non me ne sono mai pentita. Ieri, per esempio, ero a cena da Patricia, un’insegnante di italiano che mi ha accolta come un’amica a casa sua a Río Cuarto. Pedro, il figlio di otto anni, è un collezionista di numismatica e mi ha regalato una moneta da 2 pesos.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa città di Río Quarto è un nodo commerciale e agricolo al centro della pampa umida. Gli abitanti di Córdoba, la capitale della provincia, la chiamano «El Imperio». I silos dominano il paesaggio della campagna circostante seminata a mais e a soia. Non è una meta turistica: l’albergo in cui alloggio è frequentato prevalentemente da rappresentanti di sementi e di macchine agricole.

Anna Morra, la protagonista del mio romanzo, mi sta portando in luoghi che mai avrei conosciuto se non avessi avuto la pazza idea di viaggiare in Sud America presentando il mio libro. Modifico i miei programmi strada facendo, a seconda degli inviti che ricevo. Ho intenzione di arrivare fino a Machu Picchu, in Perù, ma senza fretta. Finora le deviazioni mi hanno arricchita. E anche i contrattempi.

Ieri sono rimasta bloccata a Río Cuarto da uno sciopero nazionale dei trasporti che ha paralizzato tutto il paese. Alla Società Dante Alighieri, l’istituto che mi ha invitata, erano preoccupati che non riuscissi ad arrivare a La Rioja, 650 km più a nord, in tempo per la prossima presentazione. Verso sera è arrivata la notizia che lo sciopero era stato prolungato di altre 24 ore.
«Due giorni di sciopero degli autobus! È la prima volta che accade» ha commentato Guglielmo, il tecnico della scuola.
«Che sfortuna!» ho sospirato.
«È un regolamento dei conti. Quando io sono andato in Sicilia c’è stata una frana sulla ferrovia e il mio treno ha avuto un ritardo di 24 ore».

Visto che non potevo partire sono andata ancora a fare un giro nelle aule per salutare gli studenti dei corsi di italiano e raccontare che avevo lasciato una copia del mio romanzo alla biblioteca dell’istituto. Il giro è durato parecchio, perché tutti hanno piacere di parlare con un madrelingua. Mi sorprendo sempre nel constatare quanto è amato l’italiano in questo paese.

Alla fine, grazie al mio giro nelle classi, ho trovato pure un passaggio a Córdoba per stamattina. Nestor, uno degli studenti, si è offerto di portarmi in macchina. Lo sto aspettando. Il viaggio di Anna Morra prosegue, nonostante lo sciopero dei mezzi.

 

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