Tornare

Non è facile tornare alla solita vita, dopo quattro mesi di libertà assoluta. Mi sveglio al mattino e non capisco dove sono. I mobili della mia stanza mi sembrano estranei. Nel dormiveglia mi pare di essere ancora a casa di Beatriz a Buenos Aires. Solo la foto dei miei figli sul cassettone – una foto di quindici anni fa – fa scoccare un lampo di riconoscimento.

La mia anima si rifiuta di tornare, forse è ancora in viaggio in Sudamerica, ma io senza anima non posso stare. Mi aggiro per casa con aria smarrita e mi domando in continuazione: «Che ci faccio io qui?».
Mi sento spaesata. E pensare che quattro mesi di viaggio non sono neanche tanti. Lungo la strada ho incontrato parecchi viaggiatori che erano in giro da molto più tempo. Uno, tre, cinque anni. Alcuni non sapevano neppure quando sarebbero tornati. Forse mai.

A Tupiza, nel sud della Bolivia, ho conosciuto Judith, una tedesca di Berlino che prima di partire lavorava come me nell’editoria. Coordinava un gruppo di redattori ed era sempre stressata. Mangiava poco, dormiva poco, fumava molto. A 38 anni ha deciso di cambiare vita: si è licenziata, ha lasciato il suo appartamento e si è messa in viaggio. Quando l’ho incontrata era in Sudamerica da otto mesi. Voleva stare fuori almeno un anno. «E al ritorno che cosa farai?» le chiedevo, dando voce a una mia ansia. «Non lo so, per ora non ci penso» rispondeva. Adesso è da qualche parte in Colombia.

10419542_793908857321317_9155091596023857753_n-1In un ostello di Córdoba, in Argentina, ho conosciuto James, un americano di Portland che viaggiava da cinque anni e mezzo. Era stato in Messico, in Costa Rica, a Panama, in Colombia, in Brasile, e aveva una collezione sterminata di fotografie. Ero curiosa di scoprire com’era riuscito a mantenersi per tutto quel tempo, ma lui si teneva sul vago. Alla fine mi ha detto che giocava a poker online e vinceva spesso.

A Cuzco ho conosciuto Mark, un inglese di Leeds che era in viaggio da quattordici anni e mezzo. All’inizio non gli volevo parlare. Era arrivato con mezz’ora di ritardo e aveva costretto tutti noi ad aspettarlo. L’autista del minibus aveva dovuto tirarlo giù dal letto. Pioveva e dovevamo andare a Machu Picchu. Più su, sopra i quattromila metri, nevicava e il minibus sbandava sull’orlo del precipizio. Mark era seduto accanto a me ed era sceso per vedere com’era la strada dopo la curva. Quando era tornato l’avevo già perdonato e gli avevo chiesto da dove veniva. Mi aveva detto che arrivava dalla Thailandia, dove aveva lavorato come designer, e che ultimamente girava da una fattoria all’altra dedicandosi alla permacultura.
Non sapevo che cosa fosse, la permacultura, ma non avevo fatto domande. Mark si era già lanciato nell’apologia di una miracolosa cura disintossicante. «Non si mangia niente per una settimana, si bevono solo succhi di frutta. Ti lascia tutto puro dentro. Tutto puro dentro» ripeteva, come se fosse una religione.

Quando gli ho detto che sarei tornata in Italia a fine agosto ha spalancato gli occhi. «Non farlo!» ha esclamato.
Ho riso. «Perché?».
«Non te lo posso dire» ha sussurrato in tono misterioso.
Morivo dalla curiosità, ho insistito.
Si è chinato verso il mio orecchio. «Il 14 settembre ci sarà una catastrofe finanziaria».
«E tu come lo sai?».
«Lo so. È un complotto della massoneria ebraica. Devi restare in Sudamerica. L’Europa sarà travolta. Se proprio devi tornare in Italia, scappa in montagna e dedicati alla permacultura»
E dagli con ‘sta permacultura.
Mi ha scrutato con severità. «Non ci credi?».
«Veramente no».
«È tutto scritto su internet. Vai a leggere. Informati».
Ho lasciato perdere, mi sembrava un po’ svitato.
«Non tornare in Europa. Scoppierà una guerra» ha aggiunto in tono cupo. «Alla fine resterà un unico stato mondiale».
«Di tutti i paesi del mondo… un solo stato?».
«Sì. E il 30 settembre il papa ne assumerà la guida davanti all’Onu».

Ecco, ora sono tornata in Italia e la data fatidica si avvicina. Se il 30 settembre il papa diventerà il sovrano assoluto del mondo, non dite che non vi avevo avvertito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...