Lungo il Mare del Nord e il Baltico con la testa nel sacco

Viaggio_2016

A un certo punto arriva il momento in cui comincio a sognare su Google Maps il mio prossimo viaggio. Penso a dove voglio andare e traccio itinerari di massima, ben sapendo che non li seguirò alla lettera. Ma una meta mi serve, anche solo per accendere l’immaginazione. L’anno scorso, prima di partire per il Sudamerica, mi ero ripromessa di arrivare fino a Machu Picchu, l’antica città degli inca, e ce l’avevo fatta per un soffio, dopo essere quasi morta di gastroenterite in Bolivia.

Quest’anno ho scelto di restare in Europa. Voglio viaggiare lungo le coste del Mare del Nord e del Baltico fino a San Pietroburgo, la metropoli più a nord del mondo. Forse non riuscirò ad arrivarci per le complicazioni legate al visto, ma è il percorso che mi affascina: da ovest a est, da una città anseatica all’altra, con una tappa speciale a Lubecca, su invito di un’amica che abita nella stessa via dei Buddenbrock, i protagonisti del romanzo di Thomas Mann, e ritorno in Italia via Berlino.

Parto con la testa nel sacco, senza aver programmato nulla. Non ho chiesto il visto per la Russia. Non so come mi sposterò lungo le coste della Polonia. Non so esattamente quando tornerò. So soltanto che partirò il 1° luglio da Torino con Vivi, un’amica che si sta trasferendo a Rotterdam. Viaggeremo insieme fino in Olanda sulla sua utilitaria rossa. Da lì in poi improvviserò, muovendomi con autobus, treni, traghetti, BlaBlaCar e biciclette.

Dormirò negli ostelli e a casa di amici che si sono offerti di ospitarmi. Rispetto al mio viaggio in Sudamerica, il bagaglio di interrogativi che mi porto dietro questa volta è molto leggero. Eccolo:

  • Spenderò troppo? (il Nord Europa è caro)
  • Pioverà tanto? (con lo zaino è dura)
  • Riuscirò a viaggiare sulla costa senza essere costretta ad affittare una macchina?
  • Ha senso portare la tenda?
  • Riuscirò a trovare qualche lavoro saltuario strada facendo?
  • Avrò voglia di lavorare strada facendo?
  • Che lingua parlerò in Polonia?
  • Viaggiando da sola, mi sentirò triste? (lo stereotipo vuole che l’Europa dell’Est sia triste).

Mancano due giorni alla partenza e sono in alto mare. Devo ancora andare al Centro per l’impiego a compilare un modulo. Devo portare dei documenti al commercialista. Devo chiamare il dentista. Devo salutare un sacco di gente.

Ma ce la farò. Ho molta voglia di partire, credo che sarà un bel viaggio.

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Un pensiero su “Lungo il Mare del Nord e il Baltico con la testa nel sacco

  1. Certo che sarà un bel viaggio e incontrerai un sacco di gente interessante.
    Ti prego di tenerci aggiornaci con i tuoi resoconti in “pillola”; mai troppo lunghi da diventare noiosi e sufficientemente ricchi da farci vivere le tue stesse emozioni.
    In bocca al lupo, Lillo

    Mi piace

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