Caduta noci di cocco

20170717174523

A Santa Marta la cocaina si vende a 12.000 pesos al grammo, meno di quattro euro. Molti stranieri vengono qui per questo. Sulle pareti dell’ostello c’è un cartello che dice: “Vietato introdurre droga”. Alla sera gli spacciatori escono a caccia di clienti. Ti fermano per strada: “Ho tutto quello che vuoi”.
La città in sé non ha grandi attrattive. La sua spiaggia, stretta fra il porto turistico e il porto commerciale, non è il posto ideale per fare il bagno. Il centro storico è piccolo e trascurato. Ciò che affascina è la vita di strada. Ovunque ci sono negozi, bancarelle, carretti e persone con grandi borse che vendono di tutto: acqua, frutta, schede telefoniche, vestiti, cibo fritto o grigliato. Nel caldo afoso dei Caraibi, tutti si danno da fare per vendere qualcosa. Un uomo anziano solleva un cucciolo di cane verso i finestrini della buseta. Ne ha altri quattro nella cesta. Li regala.

20170718010750

20170714224531-01Io sono sulla buseta con Chris l’australiano e Fred lo svedese, conosciuti un paio di giorni fa all’ostello. Andiamo insieme al Parco nazionale Tayrona, un tratto di costa protetto a pochi chilometri da Santa Marta. Siamo uno strano terzetto: una over cinquantenne e due under trentenni. Quando siamo insieme, è a loro che gli spacciatori offrono la droga. Io manco mi ero accorta che la vendevano.

 

20170716164642Nel  primo campeggio del parco prenotiamo tre amache sotto una tettoia per la notte. La spiaggia orlata di palme è deserta. Il sentiero si inoltra nella foresta tropicale, tra i fischi degli uccelli e gli urli delle scimmie. Camminiamo in mezzo ad alberi rigogliosi. Dalle palme, altissime, cade ogni tanto una noce di cocco. Fred e Chris ridono perché continuo a ripetere: “Se ci becca in testa siamo morti”. È l’unica cosa di cui ho avuto paura finora in Colombia.

 

Alle cinque del pomeriggio, appena tornati al campeggio, comincia a piovere forte. Ci rifugiamo sotto la tettoia del ristorante, con l’acqua che scroscia sulle lamiere e cola dai buchi. Tutti gli ospiti del campeggio sono là, una trentina di persone di varie nazionalità. Pioverà per ore, c’è tempo per ascoltare un sacco di storie.

Darìo, un giovanissimo avvocato originario dell’Alta Guajira, la regione più a nord della Colombia, racconta che la popolazione indigena di quella zona soffre la fame e la sete. Non c’è acqua potabile, una multinazionale ha costruito una diga per deviare l’acqua verso una miniera di carbone. I bambini muoiono di malnutrizione. Darío ha studiato la legge per difendere i loro diritti. Carlos, un venezuelano di Caracas, descrive la drammatica situazione del suo paese, dove mancano il cibo e le medicine. Entrambi parlano del narcotraffico, dei gruppi paramilitari che ricattano la popolazione, del contrabbando di petrolio nelle zone di confine, delle Farc che stanno deponendo le armi dopo cinquant’anni di lotte e di sequestri.

Fred e Chris stanno ancora bevendo birra con due ragazze canadesi quando decido di andare a dormire, sazia di storie. Mentre mi avvio sotto la pioggia verso le amache, Fred mi urla dietro: “Mind the coconuts!”. Attenta alle noci di cocco.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...