Ai confini con il Venezuela

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Lungo la strada per Uribia ci sono moltissime bancarelle rudimentali che vendono benzina in taniche o bottiglie di plastica. Il prezzo è tre volte più basso di quello ufficiale. Chi ne ha bisogno accosta e si rifornisce con un imbuto. È benzina di contrabbando che arriva dal Venezuela, un paese dilaniato da una grave crisi economica e politica. Il confine è a pochi chilometri di distanza e i guidatori di pick up fanno la spola carichi di combustibile, a rischio della vita.

“Se non avessimo la benzina a quel prezzo, tutto si paralizzerebbe” mi dice l’autista del taxi collettivo su cui sto viaggiando. In questa zona gli autobus sono poco frequenti e non arrivano dappertutto. Una fitta rete di auto, jeep e mototaxi privati supplisce alla carenza di trasporto pubblico. Continua a leggere

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