Pepe il giardiniere

Domenica, ora di pranzo. Dal centro di Salta torno verso l’ostello imboccando una strada a caso. I negozi sono chiusi, non c’è nessuno in giro. D’un tratto, a metà di un isolato, mi appare un bellissimo giardino pieno di rose, buganville, stelle di Natale e altri fiori che non conosco. Mi fermo, stupefatta. Dal cancello un uomo sui settant’anni mi fa cenno di avvicinarmi. Quando vede che non mi muovo mi viene incontro, accompagnato da due enormi cani lupo.

«Ti piacciono i fiori?» mi fa.
«Molto. Li coltivi tu?»
«Sì».
«Complimenti, sono bellissimi. Volevo fare qualche foto». Continua a leggere

Il bello dell’ostello

Alle sette del mattino, quando sono scesa dall’autobus notturno, a Salta era ancora buio. Sono andata a piedi fino all’ostello Siete Duendes, dove avevo prenotato un letto in un dormitorio. Alla reception il proprietario mi ha chiesto di dov’ero e da quale città dell’Argentina provenivo. Quando ho fatto per tirare fuori il passaporto per la registrazione, mi ha fermato con un gesto della mano. «Vai prima a fare colazione. Prendi un caffè, poi torni con calma». In albergo mi avrebbero detto che non ne avevo il diritto, perché non avevo dormito lì, ma negli ostelli è differente. C’è un’altra atmosfera. Per questo li preferisco. Continua a leggere