In compagnia del maiale

Lola05A fine aprile, quando aveva circa quattro mesi, Lola ha fatto tutto il tragitto da Gdynia a Błądzikowo sul sedile anteriore dell’auto, fra le braccia di Katarzyna, che le parlava sottovoce per rassicurarla. I maiali non amano viaggiare e Lola è pur sempre un maiale, anche se i suoi padroni la considerano parte della famiglia. Dalla corsia di sorpasso i passeggeri delle altre macchine sgranavano tanto d’occhi. Quel giorno sulla statale n. 6 della Polonia il rischio di incidenti è stato alto.

A Błądzikowo, dove Katarzyna ha una pensione a gestione familiare con nove camere da letto e un grande giardino, Lola può scorrazzare a suo piacimento in compagnia del cane Botsman e del gatto Mitskin. Di notte dorme nel bagno al pianterreno su un cuscino foderato di stoffa morbida. A me di solito tocca fare le pulizie nella sua cuccia al mattino. C’è un odore di porcile che prende alla gola, ma Katarzyna, che è puntigliosa in tutto, non se ne preoccupa. Adora Lola. L’ha chiamata così in onore della protagonista del film L’angelo azzurro, la cantante sexy interpretata da Marlene Dietrich.

workaway

Alla sera, quando ci riuniamo a tavola dopo una giornata di lavoro, Katarzyna e il marito raccontano le storie di Lola. Per esempio di quella volta che era in calore ed è scappata fino a Puck, quattro chilometri più a nord, per cercarsi un fidanzato. Dopo hanno cercato di farla sterilizzare, ma il veterinario glielo ha sconsigliato, temeva che il suo cuore non reggesse. «È tanto sensibile» dice Katarzyna con voce commossa. Intanto, mentre noi siamo a cena, Lola è in cucina che divora le crocchette del gatto. Lo si capisce da come sbatacchia la ciotola. Andrey, il lavapiatti ucraino, balza in piedi e corre di là a ristabilire la giustizia. Lui ama tutti gli animali della casa in modo equanime.

AndreyAdesso Lola ha otto mesi ed è cresciuta parecchio. Per riportarla a Gdynia a fine estate Katarzyna ha comprato una di quelle gabbie che si usano per caricare i cani di grossa taglia sugli aerei. È certificata dalla Iata, l’associazione del trasporto aereo, ed è costata un sacco di soldi, ma sarà difficile convincere Lola a entrarci. È tanto sensibile, non le piace stare in gabbia.

Tra una storia e l’altra, i miei otto giorni di lavoro qui a Błądzikowo sono volati. Mi sono trovata benissimo con gli altri due volontari, un ragazzo italo-tedesco e una ragazza catalana di vent’anni. Ieri sera Katarzyna ha fatto una torta di ciliegie per salutarmi. Abbiamo bevuto vino bianco e aspirato tabacco da fiuto secondo l’antico costume casciubo.

Oggi pomeriggio Katarzyna mi ha preparato i panini e mi ha portata fino alla stazione. Mi ha salutata in fretta, aveva le lacrime agli occhi. Sul treno mi sentivo un po’ triste. A Danzica pioveva come d’autunno e l’impiegata della compagnia degli autobus era molto scortese. L’ufficio stava per chiudere, io non avevo abbastanza contanti per pagare il biglietto per la Lituania e il bancomat non funzionava. Alla donna dell’agenzia è sfuggita una smorfia di disappunto quando mi ha vista rientrare trafelata, con i soldi in mano, tre minuti prima della chiusura.

Ora sono sull’autobus che si allontana da Danzica sotto un cielo grigio. Penso alla pensione fra i campi di grano di Błądzikowo e alla piccola comunità di uomini e bestie che ho lasciato laggiù. Mi mancano già tutti, compreso il maiale.

Bladzikowo

 

 

Annunci